Friday, 15 September 2017 10:05

La storia delle Marche

Abitata fin dalla più remota antichità, la regione fu dimora di gruppi di popolazioni provenienti dalla Penisola Balcanica. Qui giunsero i Piceni. la cui origine e tuttora assai controversa, poiche' la loro civiltà si presenta ricca nel contempo di elementi preitalici. umbri, sabini e illirici, come testimoniano le necropoli di Novillara. Cupra Marittima, Ripatransone, Pianello di Genga, Offida, Grottammaree Acquaviva Picena. Nel corso della prima metà del III secolo a.C., allo scopo di contenere l’espansionismo dei Galli che si erano insediati nella regione circa un secolo prima, le popolazioni picene strinsero un patto di alleanza con i Romani. Questi assoggettarono in seguito quasi interamente il territorio marchigiano e vi fondarono numerose colonie. Le Marche attuali non corrispondono che in parte alla quinta regione augustea, il Picenum; la sezione settentrionale restava infatti inclusa nella sesta regione (Umbria), prolungata allora fino al mare. Poi, con il trascorrere dei secoli e con il mutare delle situazioni politiche. la regione cominciò a configurarsi entro i confini che sono rimasti quasi inalterati fino ai giorni nostri. A partire dal V secolo d.C., inizio delle invasioni barbariche, e sino alla fine dell’Vlll, le Marche vennero contese tra Goti, Bizantini e Longobardi. Con Carlo Magno la regione venne data alla Chiesa. Solo sotto gli Ottoni, nel secolo X, comparve l’appellativo di «Marca», da cui derivò il nome attuale della regione. Il termine «Marca» infatti discende dall’antico tedesco Mark, ossia «confine». In effetti le Marche, intorno al Mille, formavano una parte della zonadi confine meridionale dell’Impero Germanico. Sotto il regime feudale l’autorità ecclesiastica iniziò a vacillare. In breve ad essa si sostituì quella laica di potenti famiglie, come i Montefeltro ei Malatesta. Cominciò nel frattempo la lotta per il dominio sull’Adriatico fra le città marinare di Ancona e di Venezia. Le ostilità ebbero termine con la vittoria di Venezia. L’autorità papale venne ricostituita nel 1353 dal cardinale Egidio Albornoz che, mediante accordi con i singoli feudatari, riacquistò alla Chiesa città e castelli. A Fano nel 1357 emanò le Constitutiones aegidianae, che sancivano la nuova sistemazione politica della regione e che rimasero in vigore fino al 1816. Dal 1433 al 1444 le Marche costituirono dominio personale di Francesco Sforza. Quindi fu la volta di Cesare Borgia, che cercò di signoreggiare su tutta la Marca; ma il suo tentativo non ebbe esito positivo per la morte improvvisa del padre e pontefice Alessandro VI. Comunque l’accentramento amministrativo perseguito dalla Chiesa ebbe la sua realizzazione nel 1532, con l’occupazione del Comune di Ancona. e nel 1631, con l’acquisto del ducato di Urbino in seguito all’estinzione della famiglia dei Della Rovere. Nel 1797 si costituì la Repubblica di Ancona, con la protezione delle truppe della Rivoluzione Francese. Poi le città marchigiane si unirono alla Repubblica Romana (1797—1799) e. dal 1808 al 1813, entrarono a far parte del Regno Italico. Dopo il Congresso di Vienna (1815). la regione marchigiana ritorno sotto la giurisdizione ecclesiastica fino al 1860, quando si unì al Regno d’Italia.