Saturday, 02 September 2017 14:28

L’Ermitage di San Pietroburgo

L’Ermitage di San Pietroburgo il più grande e celebre museo russo fu eretto nel 1765 per desiderio di Caterina il, che incaricò dell’opera l’architetto francese Vallin de la Mothe. il primo padiglione, sorto sulle rive della Neva, fu chiamato Ermitage («eremitaggio»), con l’allusione alla ristretta cerchia di amici cui era destinato. L’imperatrice elesse l’Ermitage a sede della sua collezione di opere d’arte che già Pietro il Grande aveva iniziato durante i suoi viaggi in Europa. All’edificio originale vennero in seguito aggiunti due padiglioni, opera di J. Velten e di G. Quarenghi. Nel 1852 l’imperatore Nicola I aprì il museo al pubblico e lo ingrandì ulteriormente, su progetto di Van Klenze. Durante le guerre mondiali le opere vennero trasferite a Mosca senza subire danni. Dopo la Rivoluzione (1917), al museo venne annesso il Palazzo d’Inverno, già da prima collegato per mezzo di una galleria. Opere di grande valore vennero vendute dal governo sovietico ad alcuni musei americani e al Rijksmuseum di Amsterdam dopo il 1930, ma il valore della Più di 300 sono le sale del Museo, che raggiungono una superficie totale di 75.000 mq. La sezione più preziosa riguarda la pittura e comprende opere di tutta Europa. Numerosi sono i capolavori italiani: Tiziano («San Sebastiano» e «Danae»); Leonardo («Madonna Litta»); Raffaello («Sacra Famiglia», «Madonna Connestabile»); Caravaggio («Suonatore di liuto»), sono solo alcuni degli artisti presenti nella raccolta. Celeberrima è la sezione di Rembrandt, che comprende circa 40 dipinti, e alcune acqueforti contenute nella ricca raccolta dei Fiamminghi e degli Olandesi (Rubens, Van Dyck, Luca di Leida, van Ruysdael). Di notevole valore è inoltre la collezione di pittori francesi dei secoli XVII e XV. Il museo contiene infine bronzi, arazzi, tappeti e oggetti di oreficeria antica. L’Ermitage dispone di un gabinetto di restauro e di una biblioteca.